Alessandro Graciotti, neo laureando alla Facoltà di Architettura di Camerino (MC), ci racconta la sua tesi sul Glamping
Può il Glamping essere oggetto di una testi universitaria? Alessandro Greciotti neo laureando alla Facoltà di Architettura, ci racconta la sua tesi realizzata sul Glamping. Che cosa è il Glamping? Ruben Martinez ce lo descrive in poche parole “Il Glamping ti offre tutto ciò che ami del campeggio senza tutto ciò che odi di esso”. Questa nuova frontiera del turismo all’aria aperta, dove il lusso e la comodità si uniscono con il contatto diretto con la natura. Non a caso ci dice Alessandro “ il progetto di tesi proposto prende ispirazione da un nuovo tipo di turismo, il Glamping, presente già da tempo all’estero ed ora sbarca anche nel nostro territorio.” Partendo da questa base il giovane studende di Architettura, ha lavorato alla sua tesi: un’idea di prodotto affiancata ad una di servizio, ma non un semplcie esercizio di stile, anzi raggiunto telefonicamente mi racconta “non sono un campeggiatore, ma il mio desiderio sarebbe quello di vedere realizzato il Glamping nella mia terra“.
Ma non un Glamping generico, bensì la struttura che lui stesso ha progettato nella tesi. E qui entriamo nel vivo del lavoro di Alessandro ovvero quello di valorizzare i paesaggi marchigiani naturali, le attività e i prodotti tipici che il territorio e le comunità locali hanno da offrire. Non si tratta “solo” di una notte in tenda in mezzo alla natura, ma di un pacchetto di servizi ed esperienze per riscoprire tutto quello che le Marche offrono. “Sono partito dalla definizione di camping, ovvero attività ricreativa in cui i partecipanti prendono residenza temporanea all’aria aperta, solitamente utilizzando tende o veicoli appositamente progettati o adattati per l’accampamento. Il fondatore del campeggio ricreativo è stato Thomas Holding che nel 1908, attraversò le praterie degli Stati Uniti con una carovana per 1200 miglia”. Non è difficile da capire che da allora il campeggio si è evoluto nei prodotti con camper, caravan, tende, carrelli a tenda e nei servizi offerti al campeggiatore da parte delle Strutture presenti sul territorio.
La tesi di Alessandro prosegue con un focus storico proprio sul Glamping. “ i primi ritrovamenti preistorici – 10.000 a.C.- che dimostrano l’esistenza di abitazioni simili a teepee già da tempi remoti sotto forma di anelli di pietra, usati per tenere fermi gli estremi delle tende. Nel 600 a.c sono datate le prime yurta, il tipo di tenda maggiormente utilizzata al giorno d’oggi per il Glamping. Per il primo campeggio di lusso però occorre attendere al 16° sec, quando John Strewart II, organizzò nelle Highlands scozzesi un campeggio di lusso per l’arrivo di Giacomo V. Nel Nord della Francia furono costruite 2800 tende di lusso per l’incontro tra Enrico VII d’Inghilterra e Francesco I di Francia, il “Campo del Drappo d’oro”. Inizio 20° sec il safari diventa popolare tra i ricchi Americani. Nonostante l’idea di sporcarsi per andare a caccia, non sacrificavano le comodità delle loro ville, avevano generatori elettrici e vasche da bagno.” Oggi un alloggio per il Glamping dovrebbe essere costituito da una struttura mobile, riducendo cosi l’impatto ambientale riuscendo a rientrare nel settore dell’eco-turismo. In Italia il Glamping segue la normativa dei campeggi, ma possono esserci differenze tra regioni. Differenti sono anche le strutture e i materiali utlizzati, per vivere il Glamping. Il Pod ad esempio è un’evoluzione della tenda classica, intermedio tra la tenda e la casa mobile.
Le case sugli alberi hanno ovviamente costi maggiori per il gestore e per l’utente, ma in cambio regalano un’esperienza unica. Glamtreiner, consiste in un contener di 6m di lunghezza, con un sistema estendibile che permette alla struttura di essere compatta in fase di trasporto. Molto interessate è il focus realizzato da Alessandro attraverso il coinvolgimento di numerosi Glamping italiani, sulla stagionalità dell’uso: ci sono Glamping invernali e estivi distribuiti dalla Sicilia al all’Alto Adige. Un lavoro certosino, sul territorio, sui servizi, sui prodotti e materiali e anche sull’affluenza di pubblico che ha scelto questa tipologia di vacanza nel 2021 e 2022. A questo punto chiedo ad Alessandro quale idea si sia fatto del Glamping e la risposta è stata Sibilla, ovvero una tenda modulare per il campeggio sostenibile.
E’ lei la creatura ideata e progettata da Alessandro, che mi racconta con entusiasmo: facile da installare anche su terreni impervi, crea un rifugio sicuro dove poter vivere un’esperienza unica nel suo genere. I sistemi immersivi come il lucernario e le ampie finestre laterali le permettono di diventare un tutt’uno con l’ambiente naturale. Una struttura off-grid con piedini regolabili, può essere posizionata senza opere di fondazione o movimentazione terra. Dopo un’attenta analisi delle strutture esistenti, si sono identificate come migliori casi studio le Yurte e le tende Safari. Infatti questi due tipi di strutture colmano i difetti una dell’altra. La yurta grazie al suo sistema costruttivo radiale risulta abbastanza semplice da assemblare e presenta un numero contenuto di componenti differenti tra loro, ma la sua pianta circolare rende gli spazi interni meno efficienti di quelli delle tende Safari classiche.” In effetti devo dire che dalle immagini percepisco tutta la ricerca e il dettaglio del lavoro di Alessandro: ad esempio il grande lucernario posto al centro della struttura mi trasmette un senso di liberta e di luminosità. Immaginate una “stellata” vista dal letto.
Molto interessanti sono i dettagli come la ventilazione pensata per l’interno attraverso il tetto oppure i modulo a pantografo per la veranda può essere installato in una qualsiasi delle pareti inclinate perimetrali e che ha una duplice funziona: come finestra panoramica quando si è all’interno della struttura e da veranda per ritagliare un’area coperta dal sole all’esterno della struttura. La vera chiave di svolta a mio parere è la possibilità di unire le Sibille tra loro così ampliano gli spazi oppure creando ambienti nuovi, come il bagno o la sala da pranzo separata. Geniale e originale. penso e non faccio tempo a chiedere come potrebbe essere trasportata, che Alessandro mi spiega: la struttura di Sibilla è stata progettata in modo tale da essere veloce da installare e da rimuovere senza l’uso di mezzi pesanti. Durante la progettazione si è prestata particolare attenzione alle fasi di produzione, trasporto, assemblaggio, uso, stoccaggio e fine vita. Ad esempio, ogni componente rientra nei limiti di legge per la movimentazione manuale di 25kg, tranne il mezzo solaio preassemblato che va trasportato in due persone.”
Una tesi, un lavoro a 360 gradi partendo dalle origini del campeggio, attraversando le diverse forme per viverlo sino ad arrivare al Glamping. Un grosso plauso ad Alessandro per l’idea di Sibilla e per la passione che ha dimostrato per la sua “terra”. Potete trovare tutti i riferimento di Alessandro Greciotti, qui di seguito http://archspace.unicam.it:8080/xmlui/handle/1336/6480?locale-attribute=en
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